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1 aprile 2008
Antiriciclaggio e lotta al terrorismo:
tutte le novità per professionisti e revisori

Manuale aggiornato con la Circolare del Ministero dell'Economia 33124 del 20 marzo 2008

Il manuale è unaGUIDA PRATICA ed IMMEDIATA per professionisti e revisori, che nel 2008 devono affrontare i NUOVI ADEMPIMENTI ANTIRICICLAGGIO ed ANTITERRORISMO imposti dal Dlgs 109/2007 e dal Dlgs 231/2007.
Il lavoro, oltre a spiegare per filo e per segno le nuove regole, effettua i confronti con quelle precedentemente in vigore
: i professionisti ed i revisori, già tenuti ad ottemperare agli obblighi antiriciclaggio, possono così apprezzare con immediatezza cosa cambia.

7 gennaio 2008
Come organizzare società ed enti per affrontare la responsabilità amministrativa in sede penale

Il manuale si articola in tre parti:
- la prima approfondisce gli aspetti generali della disciplina introdotta dal Dlgs 231/2001
- nella parte centrale si analizza come debba essere progettato, realizzato e controllato il modello organizzativo, previsto dal Dlgs 231/2001. Di tale modello, e del codice etico che in molti casi viene ad esso associato, si fornisce inoltre una bozza, copiabile personalizzabile e stampabile da parte dell’utilizzatore
-laterza approfondisce la natura dei reati, ed illustra in modo immediato e schematico quali siano le sanzioni applicabili.

14 dicembre 2007
Plafond Iva: Manuale per il 2008

Il manuale offre una panoramica completa ed approfondita dei meccanismi applicativi del plafond Iva. Insieme al lavoro viene fornito il file foglicalcolo, in formato Microsoft Excel, corredato delle istruzioni per la compilazione. Esso permette di calcolare in modo personalizzato disponibilità ed utilizzi del plafond, in funzione del fatto che l’impresa adotti il metodo di calcolo:
- per anno solare, con utilizzo anche del plafond vincolato (primo foglio)
- per anno solare, senza utilizzo del plafond vincolato (secondo foglio)
- mensile, con utilizzo anche del plafond vincolato (terzo foglio)
- mensile, senza utilizzo del plafond vincolato (quarto foglio)

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Le misure minime di sicurezza privacy
      
Autore: Marco Bernasconi  
Data di pubblicazione: 15 Marzo 2008 - 2° Edizione  
Numero Pagine: 216 pagine il manuale + gli allegati e 43 pagine le bozze   
Dimensione files scaricabili: da 327KB a 1292KB, a seconda del formato che si decide di scaricare. I formati disponibili sono  Word e Pdf.  

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Presentazione e Indice del Manuale

ESTRATTO DEL MANUALE

Nono capitolo
Il documento programmatico sulla sicurezza


CODICE PRIVACY

34[1]Il trattamento di dati personali effettuato con strumenti elettronici è consentito solo se sono adottate, nei modi previsti dal disciplinare tecnico contenuto nell’allegato B), le seguenti misure minime:
g) tenuta di un aggiornato documento programmatico sulla sicurezza


DISCIPLINARE TECNICO

19. Entro il 31 marzo di ogni anno, il titolare di un trattamento di dati sensibili o di dati giudiziari redige anche attraverso il responsabile, se designato, un documento programmatico sulla sicurezza contenente idonee informazioni riguardo:

19.1. l’elenco dei trattamenti di dati personali;

19.2. la distribuzione dei compiti e delle responsabilità nell’ambito delle strutture preposte al trattamento dei dati;

19.3. l’analisi dei rischi che incombono sui dati;

19.4. le misure da adottare per garantire l’integrità e la disponibilità dei dati, nonché la protezione delle aree e dei locali, rilevanti ai fini della loro custodia e accessibilità;

19.5. la descrizione dei criteri e delle modalità per il ripristino della disponibilità dei dati in seguito a distruzione o danneggiamento di cui al successivo punto 23;

19.6. la previsione di interventi formativi degli incaricati del trattamento, per renderli edotti dei rischi che incombono sui dati, delle misure disponibili per prevenire eventi dannosi, dei profili della disciplina sulla protezione dei dati personali più rilevanti in rapporto alle relative attività, delle responsabilità che ne derivano e delle modalità per aggiornarsi sulle misure minime adottate dal titolare. La formazione è programmata già al momento dell’ingresso in servizio, nonché in occasione di cambiamenti di mansioni, o di introduzione di nuovi significativi strumenti, rilevanti rispetto al trattamento di dati personali;

19.7. la descrizione dei criteri da adottare per garantire l’adozione delle misure minime di sicurezza in caso di trattamenti di dati personali affidati, in conformità al codice, all’esterno della struttura del titolare;

19.8. per i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale di cui al punto 24, l’individuazione dei criteri da adottare per la cifratura o per la separazione di tali dati dagli altri dati personali dell’interessato.

26. Il titolare riferisce, nella relazione accompagnatoria del bilancio d’esercizio, se dovuta, dell’avvenuta redazione o aggiornamento del documento programmatico sulla sicurezza.

Con il codice privacy, l’obbligo di redigere il documento programmatico sulla sicurezza è stato generalizzato, a tutti i casi in cui si trattino dati sensibili o giudiziari con l’utilizzo di strumenti elettronici, anche nell’ipotesi in cui tali strumenti non siano in rete (con il codice privacy, è quindi sufficiente che tali dati siano trattati anche con un singolo elaboratore, perché si debba procedere alla redazione del documento).

Il codice ha inoltre fissato un termine generale, entro il 31 marzo di ogni anno, per la redazione e, negli anni successivi, l’aggiornamento periodico di tale documento, in relazione alla novità, di ordine assoluto, prevista dal punto 26. del disciplinare tecnico: il titolare riferisce, nella relazione accompagnatoria del bilancio d’esercizio, se dovuta, dell’avvenuta redazione o aggiornamento del documento programmatico sulla sicurezza.

Come è facilmente intuibile, tale disposizione è stata introdotta per rafforzare l’obbligo di redigere ed aggiornare il DPS: non a caso, esso è divenuto di moda a partire dal 2004, cioè dall’entrata in vigore del codice privacy, dopo che nei primi quattro anni di esistenza era vissuto in uno stato di semi-clandestinità (in parole povere, non se lo era filato nessuno).

Il termine entro cui redigere per la prima volta il documento, seguendo i dettami previsti dal nuovo disciplinare tecnico, è stato definitivamente fissato nel 31 marzo 2006, dopo una serie continua di proroghe.

9.1 La duplice natura del documento programmatico

Il documento in esame ha innanzitutto una importante funzione interna, di guida alla adozione ed al miglioramento delle misure di sicurezza: è quindi opportuno concepirlo come un vero e proprio piano per la sicurezza, estendendo il suo contenuto a tutti gli aspetti legati a tale problematica, che vadano anche oltre gli elementi obbligatori prescritti dal punto 19. del disciplinare tecnico.

In tale senso, la sua puntuale redazione ed aggiornamento, ed il conseguente rispetto delle misure in esso previste, può costituire un elemento di assoluto rilievo, per dimostrare l’adozione, da parte del titolare, delle misure idonee di sicurezza (si rimanda alle considerazioni svolte nel primo capitolo): si ricorda che solo l’adozione di tali misure può esentare il titolare dalla responsabilità civile, o minimizzare perlomeno l’esborso monetario derivante dalla stessa, per i danni provocati dal trattamento di dati personali.

In quest’ottica, è opportuno che tutte le organizzazioni che trattano dati, ivi incluse quelle che non utilizzano strumenti elettronici per trattare dati sensibili o giudiziari (che non sono quindi tenute alla redazione del DPS, ai fini della responsabilità penale), provvedano a redigere e ad aggiornare annualmente tale documento.

D’altra parte, si deve però considerare che, in caso di trattamento di dati sensibili o giudiziari con l’impiego di strumenti elettronici, la redazione del DPS è imposta da una norma di legge: esso è quindi, in un certo senso, un documento pubblico, del quale potrebbe prima o poi essere richiesta l’esibizione, dal Garante per la protezione dei dati personali o da chi per esso. Questa seconda natura configge profondamente con la prima, di essere un documento – guida, poiché il documento potrebbe in taluni casi costituire una confessione, di non avere attuato, in tutto o in parte, le misure minime di sicurezza imposte dalla legge.

Si rende quindi opportuno utilizzare molta diplomazia, in sede di redazione del documento, per evitare di rimarcare l’eventuale circostanza di non avere ancora adottato, in tutto o in parte, le misure minime imposte dalla normativa: in pratica, si deve evitare di confessare, in un documento che ha tutti i crismi della ufficialità, di avere commesso un reato penalmente perseguito (si veda il paragrafo 1.3.1 del primo capitolo). 

9.2 Il DPS nell’ambito del bilancio di esercizio

Con riferimento all’obbligo, imposto dal punto 26. del disciplinare tecnico, per cui il titolare riferisce, nella relazione accompagnatoria del bilancio d’esercizio, se dovuta, dell’avvenuta redazione o aggiornamento del documento programmatico sulla sicurezza, vi sono alcuni aspetti da approfondire. 

Un primo punto riguarda il significato che, per gli scopi in esame, si deve attribuire al termine bilancio di esercizio, alla luce di un passaggio della risoluzione del 22 marzo 2004 del Garante, nella quale l’Autorità afferma che i soggetti pubblici e privati devono riferire nella relazione accompagnatoria: il fatto che il Garante non limiti il riferimento alle sole società pubbliche o private, ma lo estenda ai soggetti in generale, può fare ritenere che tale obbligo ricada non solo sulle società, tenute alla predisposizione del bilancio ai sensi del codice civile, ma anche su enti di natura diversa, comunque tenuti a predisporre un documento contabile annuale assimilabile ad un bilancio societario. Tale interpretazione appare plausibile, alla luce delle finalità generali per cui è stato introdotto l’obbligo in esame. 

Un secondo punto concerne il significato di relazione accompagnatoria del bilancio di esercizio: se a tale termine viene data una interpretazione strettamente civilistica, con tale documento si deve intendere la relazione sulla gestione di cui all’articolo 2428 del codice civile, che deve essere tassativamente allegata al bilancio di esercizio solo dai soggetti che lo redigono in forma ordinaria.

I soggetti che, potendo redigere il bilancio in forma abbreviata ai sensi dell’articolo 2435-bis del codice civile, si avvalgono dalla facoltà di non redigere la relazione sulla gestione, non dovrebbero invece essere tenuti a dare informazioni sul DPS nella nota integrativa: tale documento è infatti considerato a tutti gli effetti una parte integrante del bilancio di esercizio, non un suo accompagnamento.

Nulla osta ad una eventuale interpretazione in senso opposto, da parte del Garante: l’Autorità potrebbe infatti stabilire che, analogamente a quanto avviene per le informazioni richieste dai numeri 3) e 4) dell’articolo 2428 c.c., anche le informazioni in merito alla redazione del DPS debbano essere incluse nella nota integrativa, qualora ci si avvalesse della facoltà di non redigere la relazione sulla gestione (si evidenzia come tale interpretazione non sia stata però fatta propria dal Garante, né in sede di adozione del provvedimento del 22 marzo 2004, né successivamente). 

Un terzo punto riguarda i soggetti che non sono tenuti a redigere il DPS, poiché non trattano dati sensibili o giudiziari con l’utilizzo di strumenti elettronici: in questi casi, è opportuno che nella relazione accompagnatoria al bilancio di esercizio essi attestino di non essere tenuti alla redazione del DPS, in quanto non trattano dati personali sensibili o giudiziari con l’utilizzo di strumenti elettronici.

Qualora tali soggetti decidessero, invece, di redigere il DPS su base facoltativa, nonostante non siano obbligati dalla norma, è opportuno che nella relazione accompagnatoria al bilancio di esercizio si faccia riferimento a tale circostanza: ad esempio, si può scrivere che si è deciso di procedere alla redazione / aggiornamento del DPS, nonostante non si rientri nel novero dei soggetti, che trattano dati personali sensibili o giudiziari con l’utilizzo di strumenti elettronici, per i quali la norma prevede un obbligo tassativo in tale senso. 

Un quarto punto concerne quale debba essere il DPS al quale si deve fare riferimento, nella relazione accompagnatoria del bilancio d’esercizio: se quello redatto o aggiornato nel periodo cui il bilancio si riferisce (es. nel corso del 2007, per la relazione accompagnatoria che viene predisposta nei primi mesi del 2008), ovvero l’ultimo redatto, prima dell’approvazione della relazione accompagnatoria (es. nel corso del febbraio 2008, per la relazione accompagnatoria che viene predisposta entro i primi giorni di aprile 2008): la risoluzione del Garante del 22 marzo 2004 fa propria questa seconda interpretazione, che appariva già pacifica in sede di lettura della legge.

In tale ottica, la scadenza generale del 31 marzo non è casuale, ma è stata introdotta affinché le società con esercizio coincidente con l’anno solare redigano, o aggiornino, il DPS prima di formalizzare la relazione accompagnatoria del bilancio, nella quale si dovrà quindi fare riferimento al DPS fresco di stampa.

Un cenno merita infine il dovere, per gli eventuali organi preposti al controllo della gestione della società o dell’ente, di verificare che il DPS sia stato redatto, o aggiornato, oppure che il soggetto sia esentato dalla redazione e tenuta di tale documento: l’eventuale omissione, da parte del titolare del trattamento, deve essere oggetto di specifico rilievo, da parte dell’organo di controllo sulla gestione.

9.3 Chi deve redigere il documento

Il documento deve essere redatto dal titolare del trattamento, anche attraverso il responsabile per la sicurezza, se designato: ci si chiede se, in questa seconda ipotesi, nella quale il responsabile può essere anche un soggetto esterno all’organizzazione, il titolare possa evitare di firmare, o di approvare ufficialmente, in caso di presenza di un organo collegiale, il documento. La risposta è negativa, perché il titolare è sempre e comunque tenuto in prima persona ad assumersi le responsabilità inerenti la sicurezza privacy, ivi incluse quelle legate alla redazione del documento sulla sicurezza, ed alla corretta realizzazione e gestione delle misure in esso descritte.

Nel caso in cui la redazione avvenga attraverso il responsabile, l’onere di firmare il documento, assumendo le relative responsabilità, sarà a carico anche di quest’ultimo: nell’ipotesi in cui la redazione sia affidata ad un soggetto esterno, nominato responsabile per la sicurezza, troveranno inoltre applicazione le previsioni del punto 25. del disciplinare tecnico, per cui il soggetto esterno dovrà attestare la conformità del documento redatto, alle disposizioni del disciplinare tecnico stesso (si veda il paragrafo 6.7 del sesto capitolo).

9.4 L’attribuzione della data certa

Un particolare aspetto concerne l’opportunità di attribuire al DPS data certa: tale adempimento non viene imposto né dalla legge, né dal provvedimento del 22 marzo 2004 del Garante (a differenza di quanto è avvenuto, ad esempio, per il documento con il quale i soggetti che disponevano di strumenti elettronici tecnicamente inadeguati hanno potuto attestare tale fatto, per beneficiare del differimento al 30 giugno 2006 del termine ultimo, entro cui adottare le nuove misure minime di sicurezza, introdotte dal codice privacy).

Se si ragiona su un piano logico, l’attribuzione della data certa al documento appare effettivamente inutile: ad esempio, se nel corso di un’ispezione il DPS venisse prontamente esibito dal titolare, non si vedono le ragioni per le quali l’Autorità inquirente dovrebbe sindacare che la data apposta sullo stesso (es. 26 marzo) potrebbe essere fittizia.

D’altra parte, è notorio che, nel Paese dei cavilli, le Autorità sono bravissime nel trovare simili ragioni, anche dove non se ne vedrebbe la necessità, per cui è di fatto suggeribile attribuire al documento in esame data certa.

Tale requisito viene attribuito, in modo automatico, nei casi in cui si verbalizzi, anche nei libri sociali, l’approvazione del documento, allegando lo stesso al verbale. 

Al di fuori di questi casi, si rende opportuno ricorrere ad uno dei metodi che il Garante ha suggerito, per ottenere l’attribuzione della data certa:

  • ricorso alla cosiddetta autoprestazione, presso gli uffici postali, con apposizione del timbro direttamente sul documento, anziché sull’involucro che lo contiene
  • adozione, per le amministrazioni pubbliche, di una delibera di cui sia certa la data, in base alla concreta disciplina della formazione, numerazione e pubblicazione dell’atto
  • apposizione della cosiddetta marca temporale sui documenti informatici
  • apposizione di autentica, deposito del documento o vidimazione di un verbale presso un notaio
  • registrazione o produzione del documento presso un ufficio pubblico.
Un ultimo aspetto riguarda il fatto che il DPS non deve essere inviato al Garante, ma deve essere tenuto negli uffici del titolare, per esibirlo in caso di eventuali richieste da parte delle Autorità.

9.5 L’approvazione del documento

Si presenta una bozza di delibera, per i casi in cui il documento debba essere approvato da un organo collegiale (es. consiglio di amministrazione).

In data XX XX 200X si riunisce il consiglio di amministrazione delle Società Sigma Spa per approvare il documento programmatico sulla sicurezza, per il trattamento dei dati personali, ai sensi dell’articolo 34, comma 1 lettera g) del codice in materia di protezione dei dati personali, approvato con il Dlgs 196/2003, e del punto 19. del relativo disciplinare tecnico in materia di misure minime di sicurezza.

Si osserva che (scegliere l’opzione):

  1. tale documento viene redatto per la prima volta, in quanto la società non era in precedenza tenuta a tale adempimento
  2. si tratta del periodico aggiornamento, essendo tale documento già stato redatto in passato (la precedente versione è stata approvata il…………..)

(Se la redazione è stata curata dal responsabile della sicurezza, aggiungere la seguente frase): La redazione è stata curata dal responsabile per la sicurezza, che ha provveduto a firmare in originale il documento (chiarire se si tratta di un responsabile interno, o di un soggetto esterno all’organizzazione).

Dopo esaurienti discussioni, il consiglio delibera di approvare il documento programmatico sulla sicurezza, che viene allegato sub…., della cui redazione / del cui aggiornamento si riferisce nella relazione sulla gestione, che accompagna il bilancio di esercizio.

 

Modulo d'Ordine

Presentazione e Indice del Manuale